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Visualizzazione dei post da ottobre, 2023

Elton John & Kiki Dee - Don't Go Breaking My Heart (=)

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Un brano che non avrei incluso nella nostra play-list se non lo avessi riscoperto una mattina presto alla radio, constatandone la grande carica nel rompere il silenzio di una città ancora immersa nel sonno . Il brano nasce nel 1976 come giocosa presa in giro della larga moda a duettare propria dell’epoca e, con le capacità di un artista come Elton alle spalle, diventa subito un successo …ma difficile dire se come parodia del genere in questione o come suo emblema. A quell’epoca Elton, all’anagrafe Reginald Kenneth Dwight, aveva già una carriera quasi decennale alle spalle e una vita piena di tribolazioni. Segnato profondamente dal pessimo rapporto con il padre, il suo legame con la musica nasce all’età di 3 anni a casa della nonna materna, dove inizia a far pratica di pianoforte, lo strumento che lo accompagnerà per tutta la vita. Quando la mamma lo sentirà suonare a orecchio per la prima volta, rimarrà senza parole e si convincerà a fargli proseguire gli studi musicali. ...

VIALE CARLO III (=)

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Molti podisti amano correre anche su Viale Carlo III, una parte integrante e importante del progetto di Vanvitelli, purtroppo tagliato via dalla sua Reggia "madre" ...con la quale meriterebbe di ricongiungersi con un percorso pedonale/ciclabile ben più snello. Un'opera della cui realizzazione Vanvitelli si interessó in prima persona e che, non compresa dai Casertani, veniva denigrata con l'epiteto di "Vialone", mandando l'Architetto Regale su tutte le furie.  Alcuni oggi fantasticano addirittura sulla sua originaria mira di navigabilità, per la quale però non esiste alcuna prova documentata, ma la cosa importante è comprenderne le origini e la storia. Di seguito, il link ad un interessante articolo di Nando Astarita. Buona lettura e buona corsa! 😊 Viale Carlo III

LA PIU' LUSSUREGGIANTE PIANA DEL MONDO (#)

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Così scriveva Johann Wolfgang von Goethe nel suo "Viaggio in Italia": "...un palazzo enorme, somigliante all’Escurial, costruito a pianta quadrata e con numerosi cortili; degno invero d’un Re. La posizione è di eccezionale bellezza, nella più lussureggiante piana del mondo, ma con estesi giardini che si prolungano fin sulle colline; un acquedotto v’induce un intero fiume, che abbevera il palazzo e le sue adiacenze, e questa massa acquea si può trasformare, riversandola su rocce artificiali, in una meravigliosa cascata. I giardini sono belli e armonizzano assai con questa contrada che è un solo giardino.” Una terra così ricca da indurre Ferdinando IV a nominare Pittore di Corte il paesaggista tedesco Jakob Philipp Hackert  per rappresentarne tutte le meraviglie. Hackert, con cui Goethe entrò in amicizia, immortaló nei suoi dipinti gli stupendi paesaggi casertani dell'epoca, insieme anche a molte vedute di Napoli. Una bellezza che nella Reggia si è q...