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Visualizzazione dei post con l'etichetta REGGIA CASERTA FLORA

GANODERMA APPLANATUM ...una porta sulla Fantasia (")

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Ci sono, poi, funghi che accendono davvero l'immaginazione, come il Ganoderma Applanatum che, con la sua caratteristica forma a cappella semicircolare, attaccata ai tronchi sia vivi che caduti, sembra davvero formare la tettoia di qualche piccolo ingresso segreto celato dagli Gnomi. Il Ganoderma Applanatum non è decisamente un fungo come tutti gli altri. Anzitutto, è privo di gambo (a differenza del suo cugino Ganoderma Lucidum , conosciuto in Giappone anche come Reishi ), poi la sua crescita è tutt'altro che rapida, anzi, è assolutamente lenta e procede per anni ed anni ed, infine, la sua carne è ben lungi dall'essere tenera, trattandosi infatti di un fungo "lignicolo" non commestibile (con sapore anche leggermente amarognolo), che resiste a qualsiasi condizione ambientale senza mai marcire. Ogni anno la cappella estende la sua circonferenza raggiungendo dimensioni considerevoli (il più grande mi è capitato di vederlo nel Labirinto del Giardino...

Il GINKGO BILOBA (&)

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Introdotto in Europa nel 1730 (solo pochi decenni prima del suo inserimento nel Giardino Inglese della nostra Reggia), il Ginkgo Biloba  è originario della Cina ed è l'unico sopravvissuto dell'intero Ordine dei Ginkgoales . Tecnicamente viene definito come specie relitta e le sue origini sono antichissime, tanto da risalire addirittura al Permiano , 250 milioni di anni fa ...un autentico fossile vivente! Il nome Ginkgo deriverebbe da una errata trascrizione del Giapponese Ginkyō (ぎんきょう), derivante a sua volta dal Cinese Yin-kuo (銀杏), che tradotto letteralmente significherebbe " albicocca d'argento ", mentre Biloba (dal latino Bis + Lobus ) si riferisce ai 2 lobi delle sue foglie, caratterizzate da una tipica forma a ventaglio. E proprio le Foglie, abbastanza spesse e coriacee, sono una particolare caratteristica di questo albero, che in Autunno le vede passare dal loro consueto colore verde chiaro ad un vivissimo giallo acceso, trasformandosi in un p...

ALLORO (&)

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L' Alloro o Laurus Nobilis è un'altra delle piante sempreverdi che contribuisce ad arricchire il bosco del nostro Parco, particolarmente il Bosco Vecchio , e a produrre quel caratteristico profumo che ci accompagna durante il nostro Running. L'Alloro è di fatto un albero che può raggiungere i 10 metri di altezza ed è diffuso un po' in tutte le coste del Mediterraneo Settentrionale, Italia inclusa, dove cresce spontaneamente nel Centro-Sud creando un particolare tipo di "macchia ad alloro" o " Lauretum ". Ma il suo ampio uso, comunque, ha fatto sì che oggi l'Alloro sia coltivato un po' ovunque. Si tratta di una pianta dioica (cioè con fiori solo maschili o solo femminili) che produce fiorellini bianchi da cui si originano piccole bacche nere monoseme. Nonostante la sua impollinazione sia prodotta dal vento e non da insetti, i fiori di Alloro a Marzo costituiscono una importante fonte alimentare per le Api. Il suo in...

Il MILLEFOGLIO d'ACQUA (@)

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Il Millefoglio d’acqua o Trifoglio Acquatico Spinoso o Myriophyllum Spicatum è una pianta acquatica perenne appartenente alla Famiglia delle Haloragaceae , è originaria dell’ Europa , Asia e Nord Africa ed è presente in quasi tutta Italia. E’ caratterizzata da una struttura rizomatosa , simile a quella delle Ninfee , che la rende Il Myriophyllum spicatum (Millefoglio d’acqua) è una pianta acquatica perenne rizomatosa originaria dell’Europa e dell’Asia. Vive completamente immersa in acqua dai 30 ai 300 cm; formando foglie sommerse che oltre alla funzione di filtro e ossigenazione offrono rifugio agli avannotti di pesci e insetti acquatici. Da maggio a luglio sul pelo dell'acqua affiorano piccoli fiori rossi tendenti al bianco. Ha radici carnose che si sviluppano nel suolo, colonizzandolo, tende a formare densi gruppi.  E’ presente in quasi tutta italia anche se è difficile vederla. Predilige acque ferme e si rinviene in laghi, fossi, fiumi e ruscelli, in p...

PRATAIOLI ...i CERCHI DELLE STREGHE (_)

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Ad alimentare l'alone magico intorno ai funghi, ci sono svariati miti e leggende ...come quello dei "Cerchi delle Streghe", che i meravigliosi Prataioli (Agaricus Campestris ) disegnano nei grandi prati del nostro Parco in Estate e Autunno. La struttura perfettamente circolare di queste "famiglie" e il maggior vigore del prato su di questo anello lasciavano infatti immaginare che quelli fossero stati luoghi di danza delle Streghe ...da cui il nome. In realtà, bisogna anzitutto sapere che il fungo è un organismo sotterraneo e che quelli che noi vediamo sono solo i suoi "frutti". A partire dalla prima spora centrale la riproduzione dei funghi si estende in direzione radiale "bruciando" i nutrimenti al centro e arricchendo invece la perifieria, dando così luogo a strutture perfettamente circolari che, in assenza disturbi, possono raggiungere anche centinaia di metri di diametro (600 metri registrati in Francia!). Appr...

I PLATANI Borbonici... (@)

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Il Platano , un albero magnifico, rigoglioso, alto, maestoso ...e arioso, per la grande luminosità del suo fogliame "acceso" dalla luce filtrata. Un albero che scandisce il cambio delle stagioni e che pure mantiene intatto il suo fascino in ognuna di esse. Tanto amato dal Re da averne voluti 300 piantati nel territorio di Caserta , uno dei quali, esterno al Parco, esiste ancora nella piazzetta di San Leucio , noto a tutti col nome di " Grande Vecchio ", testimone di più di 2 secoli di storia. Il Platano si divide in due specie principali: il Platano Occidentale o Platano Americano , originario del Nord America , ed il Platano Orientale , originario del Mediterraneo Orientale e dell' Asia Occidentale ma spontaneo in Italia Meridionale da tempo immemore e presente nel nostro Parco con magnifici esemplari.   Due di questi in particolare si trovano nei grandi prati del Giardino Inglese che discendono dal Lago del Tempio , uno magni...

CEIBA SPECIOSA (&)

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Si tratta di un albero dal tronco spinoso, con stupendi fiori e frutti filamentosi, di cui 2 magnifici esemplari dimorano all’interno della Serra Borbonica situata nel GiardinoInglese . Originariamente nota come Chorisia Speciosa , fù introdotta dal Brasile per la prima volta verso la fine del XIX secolo all'Orto Botanico di Palermo. Meravigliosa pianta ornamentale e funzionale, è dotata di un legno tenero da usare al posto del sughero o per botti leggere e di frutti commestibili allo stadio di seme (da cui si ricava anche un olio vegetale) e per imbottiture allo stadio maturo. NOTE Appartiene alla famiglia delle Bombacaceae che, come il Baobab , immagazzinano acqua nel tronco, ma questa caratteristica non appare molto pronunciata nei 2 esemplari della Serra Borbonica, forse per effetto delle sue particolari condizioni microclimatiche. Inoltre, i fiori nella Serra Borbonica virano più sul rosso e a nche i frutti non appaiono così pronunciatame...

FIORDALISO ISPIDO (@)

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Il Fiordaliso Ispido o Selvatico , appartenente alla Famiglia delle Asteraceae e comprendente 5 Sottospecie, è una pianta erbacea perenne che fiorisce durante l'Estate, accompagnandola fino al suo finire, e i cui fiori, grazie al caldo prolungato, possono essere ancora sporadicamente ammirati nei prati del nostro Parco. Il suo nome scientifico Centaurea Aspera da un lato si riferisce al Centauro Chirone che, ferito ad un piede, secondo la Mitologia Greca sarebbe guarito proprio grazie ad un medicamento a base di Fiordaliso , dall'altro invece è dovuto al suo aspetto un po' " ispido ". Questo fiore, in effetti, visto da lontano non si presenta molto appariscente, essendo i suoi petali alquanto sottili, ma guardato da vicino mostra una struttura assolutamente sorprendente, costituita da una sorta di coroncina caratterizzata da una complessa architettura. I frutti generati dai suoi fiori sono delle spec...

FUNGO DELL'INCHIOSTRO (@)

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Correndo nei viali del Bosco Vecchio , soprattutto in quelli sterrati e più nascosti, c'è un altro curioso incontro che potrebbe capitare, ed è quello con il meraviglioso Fungo dell'Inchiostro o Coprinus Picaceus , grande e particolarissimo con il suo meraviglioso cappello scuro maculato di placche bianche, residui del suo velo iniziale. Il Coprinus Picaceus è in effetti il più grande e più bel fungo del genere Coprinus e, prediligendo i boschi di latifoglie , trova un ambiente congeniale nel nostro Bosco Vecchio , dove la sua rapida crescita contribuisce ad alimentarne l'atmosfera magica. Le origini del suo nome scientifico sono molto curiose, infatti il termine Coprinus deriva dal Greco kòpros =sterco, ad indicare la predilezione di questa specie per terreni grassi e ben concimati, mentre il termine Picaceus non ha a che fare con Pikachu (come qualcuno potrebbe pensare) ma con la Pica Pica , ovvero la Gazza in Latino, ad indicare la similitudine cromati...