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SOTTERRANEI ...un viaggio nel mistero (@)

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Se da un lato la Reggia di Caserta presenta un mondo insospettato fra i suoi tetti e sottotetti , dall’altro essa presenta certo un mondo altrettanto sorprendente nella sua parte più nascosta, quella delle sue fondamenta, nelle quali si sviluppano i suoi misteriosi sotterranei. Un mondo che, se oggi è per lo più abbandonato, un tempo doveva essere invece ben vivo, dato che la Corte dei Borbone comprendeva, oltre ai Reali e alla Nobiltà, anche guardie, esercito, servitù, giardinieri, cuochi, artigiani, stallieri e tanti altri per un complessivo di migliaia di persone che, di base, non operavano negli Appartamenti Reali ma in tutto il resto del Palazzo , inclusi i sotterranei , dove certo trovavano spazio anche i depositi necessari per alimentare tutte le attività di Corte. Ma i sotterranei del Palazzo sono stati molto frequentati anche in tempi più recenti ed, in particolare, durante la 2^ Guerra Mondiale , quando le Forze Alleate si insediarono nel Palaz...

L'industriosa APE... (€)

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L' Ape ...l'insetto sociale più straordinario e più studiato del Mondo Animale! Non basterebbe una Enciclopedia per descriverla a fondo, ma è comunque doveroso accennare alcune delle sue caratteristiche principali. Anzitutto l'unica Ape diffusa in Europa è l' Ape Mellifera o Europea o  Domestica , che è diffusa però anche in tutto il resto del Pianeta (originaria del Vecchio Mondo e introdotta in America e Australia ), ad eccezione dei Poli. Ape Mellifera (video)  Ma esistono anche altre specie di Api, sebbene meno diffuse, ed in particolare l' Ape Cerana , leggermente più piccola dell'Ape Mellifera e diffusa nel Medio ed Estremo Oriente (in particolare Afghanistan, Pakistan, India, Siberia, Cina e Giappone), e l' Ape Dorsata , leggermente più grande e per questo chiamata anche Ape Gigante , diffusa in India e nel Sud-Est Asiatico . L' Ape Mellifera  e l' Ape Cerana sono le uniche Specie allevate dall'Uomo, la prima caratte...

NARCISO (€)

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Il suo nome deriva dal Greco "narkào" (trad. "stordisco"), che indica proprio l'effetto inebriante e prorompente della sua bellezza e del profumo di alcune fra le sue numerosissime varietà. Originario dei prati e dei boschi soleggiati dell'Europa occidentale e dell'Africa mediterranea, abbonda nel nostro Parco in cui trova un habitat a lui perfettamente congeniale. Secondo la leggenda tramandata da Ovidio, questo fiore sarebbe legato al mito Greco del giovane Narciso, figlio del Dio Fluviale Cefiso e della ninfa Liriope, il quale, punito dalla Dea Nemesi per la durezza del suo animo, si innamorò della sua stessa immagine riflessa nelle acque di uno stagno, lasciandosi poi morire per l'impossibilità di tale amore e quindi scomparendo, lasciando al suo posto solo un fiore di Narciso per le ninfe andate a recuperarne il corpo. In effetti, nella nostra cultura il Narciso è simbolo di vanità, ma anche di autostima! Inoltre, per gli a...

Il BOSCO VECCHIO ...un luogo incantato (€)

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Il  Bosco Vecchio  rappresenta di certo la parte più antica del Parco della Reggia e, soprattutto, l'unica in cui il livello del terreno è rimasto quello originario, insieme a tutta la vegetazione che lo ricopre. Si tratta in effetti di un bosco appartenente in origine all'antica dimora degli  Acquaviva , il quale Vanvitelli ha voluto integrare immutato nel Parco della sua Reggia, riprendendo anche i resti della sua  Torre della Pernesta,  per trasformarli nell'attuale  Castelluccia ,  e preservandone anche tutte le antiche statue . Osservando i disegni originari del Parco, prodotti dallo stesso Vanvitelli, si nota come, per mantenere tale Bosco immutato con tutti i suoi vialetti, Vanvitelli lo abbia lasciato leggermente inclinato nel suo progetto rispetto alla direttrice principale della sua  Via d'Acqua , orientata esattamente secondo la direzione Nord-Sud e guida fondamentale per tutti gli altri viali del Parco....

PASSEGGIATA nel BOSCO VECCHIO (€)

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Poi ti capita di uscire per una veloce passeggiata mattutina...   SCOPRI altro RUNNING !  

GHIANDAIA (€)

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Ecco un avvistamento davvero comune nel nostro Parco e diffuso un po' in tutta Europa, Africa e Asia, facilmente riconoscibile dai suoi colori marrone-nero con delle piccole fasce azzurre laterali. Si tratta di un bellissimo uccello insettivoro-carnivoro che però arricchisce la sua dieta con legumi, semi e ghiande ...da cui il nome. Una compagnia continua durante le uscite nel Parco... 😉 CURIOSITA' La Ghiandaia sá imitare il canto di altri uccelli e il miagolio del gatti!!! ...ragion per cui, si è guadagnata anche l'appellativo di Ghiandaia Imitatrice ! È stata utilizzata nel film Hunger Games per rappresentare i l "simbolo della rivolta" Non di rado, può essere osservata farsi ripulire il piumaggio dalle formiche rosse in quello che viene chiamato " bagno di formiche ". SCOPRI altra FAUNA !

L' EUCALYPTUS del Comandante Cook (€)

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(contribution by Pio Forlani on 5.8.2018) Parlando di Specie importate dall'Australia, ve n'è una all'interno del Giardino Inglese che merita una particolare nota, ovvero l' Eucalyptus . Come ci spiega l'amico Pio Forlani, infatti, " Nel 1792, per la 1^ volta in Europa, veniva piantato da Johann Andreas Graepher nel Giardino Inglese della Reggia di Caserta, su direttiva di Sir Joseph Banks, Presidente della Royal Society, un   Eucalyptus Robusta   australiano, scoperto, nel primo giro del mondo del Capitano Cook, dallo stesso Joseph Banks, scienziato e botanico di bordo. Di quell’Eucalyptus si trova poi traccia tra le circa 550 essenze vegetali ed arboree, presenti nel Giardino  Inglese, elencate da Giovanni Graepher figlio, nel Viridarium da lui predisposto nel 1803. Dell’Eucalyptus piantato da J. A. Graepher riferiscono ancora, nel 1832, il grande Botanico tedesco Friedrich Dehnardt (1787-1870) e, nel 1835, John Claudius Loudon, Botanico...

PONTI DELLA VALLE (€)

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I Ponti Della Valle, almeno dal punto di vista visivo, sono certo l'opera di maggior pregio dell'Acquedotto Carolino. Un'opera maestosa voluta proprio allo scopo di celebrare l'Acquedotto stesso, per lo più nascosto nel sottosuolo ma sotto i costanti riflettori dell'Europa intera per tutti i suoi 16 anni di realizzazione. Il superamento della Valle di Maddaloni, dal Monte di Longano a quello di Garzano, si presentava dunque come un'occasione imperdibile per realizzare qualcosa di magnificente. E appunto magnificente fù ciò che Vanvitelli realizzò: un ponte di tufo (internamente una miscela di tufo e "sasso vivo" per conferirgli maggior resistenza) in perfetto stile Romano, con tre ordini di archi sovrapposti, per una lunghezza di 526 metri ed un altezza di circa 56 metri, ma solo " in piccolo tratto però " (quello centrale), come avrà a specificare lo stesso Architetto. " [L'acqua] averà da passare una valle vicino Mat...