Post

La rara SGARZA CIUFFETTO (2)

Immagine
Eccola lì, la "new-entry" del nostro Giardino Inglese. Da un po' di tempo, infatti (il suo primo avvistamento risale all'Agosto 2019), una coppia di Sgarze Ciuffetto si è insediata nei pressi del nostro Lago Del Tempio , il cui habitat é decisamente idoneo a questa Specie che, tuttavia, é estremamente rara in questa parte d'Italia. La Sgarza Ciuffetto , infatti, appartenente alla famiglia degli Ardeidi , è una Specie migratrice diffusa in Africa ed Eurasia fino al Nord Italia , con qualche colonia spinta solo in Italia Centrale e in Puglia , ma la sua presenza in Italia è considerata comunque rara, dato che il suo censimento del 1981 ha registrato la presenza di sole 300 coppie. Si tratta in effetti di un Airone , caratteristico per la sua colorazione marronicina sul corpo e bianca su ventre e ali, per il ciuffo molto evidente negli adulti alla base della nuca, per il lungo becco che diventa azzurro nel periodo riproduttivo e per il collo solitame...

CORBEZZOLO ...simbolo patrio (%)

Immagine
Fra le tante piante del Giardino Inglese , ve ne è poi una che dovrebbe avere un significato particolarmente profondo per noi Italiani e che, invece, ai nostri giorni è caduta un po' nel dimenticatoio. Si tratta del Corbezzolo , un piccolo alberello sempreverde che, con la persistenza del suo fogliame VERDE lucido, unito alla lunga fioritura BIANCA e alla contemporanea presenza di piccoli frutti ROSSI (generati dalla fioritura dell'anno prima), si è guadagnato il riconoscimento di Simbolo Patrio Italiano . E' quindi anche possibile che il suo inserimento nel Giardino Inglese  sia stato successivo ai Borbone , ma non è comunque detto, dato che, a differenza di oggi, questa pianta, diffusa in tutta la Macchia Mediterranea , in Europa Meridionale e Nord Africa , in passato era molto conosciuta, utilizzata e ricercata. Il suo nome scientifico, Arbutus Unedo , risale nientemeno che a Plinio Il Vecchio, secondo il quale, a causa del particolare sapore d...

FONTANA DEI DELFINI (&)

Immagine
L'imponente Fontana dei Delfini, la prima delle maestose fontane che si incontrano risalendo la lunga  Via d'Acqua , prende il suo nome dalla fantasiosa rappresentazione dei 3 delfini alla sua testa, affacciati su di una vasca di circa mezzo chilometro, che ha ospitato anche gare di canottaggio .  Ricordo ancora quella volta che, correndo, sentii la cocchiera illustrarla ai turisti: " E questa è la Fontana dei Delfini... ...i delfini nun c' stann' cchiù, ma 'a funtana sta ancora lla... " 😉 Questa magnifica opera, realizzata da Gaetano Salomone fra il 1776 ed il 1779 su disegni di Luigi Vanvitelli rivisitati dal figlio Carlo, crea un magnifico scenario architettonico-naturalistico, incorniciato dai lecci che costeggiano il lungo viale, con scogli artificiali su cui si infrange l'acqua emessa dalla bocche dei Delfini ed una grotta posteriore che consente di sostare al fresco dietro lo scroscio dell'acqua. Pensate che, al s...

RUNNING Cascata (€)

Immagine
Questo è lo spettacolo che vi attende, se scegliete come opzione di vacanza un RUNNING WEEK-END alla Reggia di Caserta... 😊   SCOPRI altro RUNNING !  

BUON FERRAGOSTO ...ma cos'è?

Immagine
Si, già ...cos'è il Ferragosto? Si tratta di una festività antichissima, risalente alle Feriae Augusti (letteralmente "riposo di Augusto") della Roma imperiale , istituite dall'imperatore Augusto nel 18 a.C. e originariamente festeggiate il 1° Agosto, ma successivamente posticipate dalla Religione Cattolica al 15 Agosto, per farle coincidere con la festa religiosa dell' Assunzione di Maria . Le Feriae Augusti, volute per celebrare la fine dei lavori agricoli e recuperare le energie spese dopo settimane di intensa fatica (...ma anche per conquistare il consenso e i voti popolari), si aggiungevano alle festività celebrate nello stesso mese dei Vinalia Rustica , dei  Nemoralia e dei  Consualia  e, come queste ultime, erano dedicate a  Conso , Dio pagano della Terra e della Fertilità. In tutto l'impero si organizzavano corse di cavalli e gli animali da tiro, dispensati dalle fatiche, venivano agghindati con fiori, così come oggi si può ancora osservare ...

ABBIGLIAMENTO ESTIVO (€)

Immagine
Arriva il caldo, le giornate si allungano e, insieme ai fiori, spuntano anche i primi stoici che, con la prospettiva dell'Estate in arrivo e la ricerca di una forma rapida, vanno a correre sotto al sole in tuta di plastica. Chiariamo, allora, subito una cosa ma proviamo a farlo in maniera matematica e indiscutibile. Immaginiamo che stiate correndo con un abbigliamento leggero (o cmq adeguato al meteo) a 140bpm (battiti al minuto), con un dispendio approssimativo di 1000 kcal/ora e supponiamo che vi cominciate a coprire per sudare sempre di più. Il ritmo cardiaco reagirà incrementando sia per alimentare una tanto maggiore quanto inutile sudorazione sia per portare il sangue caldo ai capillari superficiali, in modo da dissipare calore e rinfrescare i muscoli e gli organi interni. Raggiungerete prima o poi un grado di copertura per il quale i vostri battiti arriveranno a 200bpm, il vostro senso di fatica sarà massimo (oltre c'è la morte) e, anche supponendo che possiate m...

SOTTERRANEI ...un viaggio nel mistero (@)

Immagine
Se da un lato la Reggia di Caserta presenta un mondo insospettato fra i suoi tetti e sottotetti , dall’altro essa presenta certo un mondo altrettanto sorprendente nella sua parte più nascosta, quella delle sue fondamenta, nelle quali si sviluppano i suoi misteriosi sotterranei. Un mondo che, se oggi è per lo più abbandonato, un tempo doveva essere invece ben vivo, dato che la Corte dei Borbone comprendeva, oltre ai Reali e alla Nobiltà, anche guardie, esercito, servitù, giardinieri, cuochi, artigiani, stallieri e tanti altri per un complessivo di migliaia di persone che, di base, non operavano negli Appartamenti Reali ma in tutto il resto del Palazzo , inclusi i sotterranei , dove certo trovavano spazio anche i depositi necessari per alimentare tutte le attività di Corte. Ma i sotterranei del Palazzo sono stati molto frequentati anche in tempi più recenti ed, in particolare, durante la 2^ Guerra Mondiale , quando le Forze Alleate si insediarono nel Palaz...

L'industriosa APE... (€)

Immagine
L' Ape ...l'insetto sociale più straordinario e più studiato del Mondo Animale! Non basterebbe una Enciclopedia per descriverla a fondo, ma è comunque doveroso accennare alcune delle sue caratteristiche principali. Anzitutto l'unica Ape diffusa in Europa è l' Ape Mellifera o Europea o  Domestica , che è diffusa però anche in tutto il resto del Pianeta (originaria del Vecchio Mondo e introdotta in America e Australia ), ad eccezione dei Poli. Ape Mellifera (video)  Ma esistono anche altre specie di Api, sebbene meno diffuse, ed in particolare l' Ape Cerana , leggermente più piccola dell'Ape Mellifera e diffusa nel Medio ed Estremo Oriente (in particolare Afghanistan, Pakistan, India, Siberia, Cina e Giappone), e l' Ape Dorsata , leggermente più grande e per questo chiamata anche Ape Gigante , diffusa in India e nel Sud-Est Asiatico . L' Ape Mellifera  e l' Ape Cerana sono le uniche Specie allevate dall'Uomo, la prima caratte...

NARCISO (€)

Immagine
Il suo nome deriva dal Greco "narkào" (trad. "stordisco"), che indica proprio l'effetto inebriante e prorompente della sua bellezza e del profumo di alcune fra le sue numerosissime varietà. Originario dei prati e dei boschi soleggiati dell'Europa occidentale e dell'Africa mediterranea, abbonda nel nostro Parco in cui trova un habitat a lui perfettamente congeniale. Secondo la leggenda tramandata da Ovidio, questo fiore sarebbe legato al mito Greco del giovane Narciso, figlio del Dio Fluviale Cefiso e della ninfa Liriope, il quale, punito dalla Dea Nemesi per la durezza del suo animo, si innamorò della sua stessa immagine riflessa nelle acque di uno stagno, lasciandosi poi morire per l'impossibilità di tale amore e quindi scomparendo, lasciando al suo posto solo un fiore di Narciso per le ninfe andate a recuperarne il corpo. In effetti, nella nostra cultura il Narciso è simbolo di vanità, ma anche di autostima! Inoltre, per gli a...

Il BOSCO VECCHIO ...un luogo incantato (€)

Immagine
Il  Bosco Vecchio  rappresenta di certo la parte più antica del Parco della Reggia e, soprattutto, l'unica in cui il livello del terreno è rimasto quello originario, insieme a tutta la vegetazione che lo ricopre. Si tratta in effetti di un bosco appartenente in origine all'antica dimora degli  Acquaviva , il quale Vanvitelli ha voluto integrare immutato nel Parco della sua Reggia, riprendendo anche i resti della sua  Torre della Pernesta,  per trasformarli nell'attuale  Castelluccia ,  e preservandone anche tutte le antiche statue . Osservando i disegni originari del Parco, prodotti dallo stesso Vanvitelli, si nota come, per mantenere tale Bosco immutato con tutti i suoi vialetti, Vanvitelli lo abbia lasciato leggermente inclinato nel suo progetto rispetto alla direttrice principale della sua  Via d'Acqua , orientata esattamente secondo la direzione Nord-Sud e guida fondamentale per tutti gli altri viali del Parco....