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TETTI ...un mondo nascosto (&)

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Qualche volta ne abbiamo sentito parlare a proposito di eventi poco felici (crolli, infiltrazioni, incendi...), ma raramente ci saremo soffermati a riflettere sul mondo che si cela al di sopra delle stanze reali, ovvero al di sopra e al di sotto di quelle tegole. Un mondo di tegole che costò non pochi grattacapi a Vanvitelli che, a seguito della partenza di Re Carlo per l'incoronazione in Spagna e del calato interesse verso la realizzazione della nuova Reggia di Caserta, nel 1767 si vide costretto a sospenderne i lavori per mancanza di fondi, potendoli riprendere poi solo nel 1771, nonostante le sue pressioni per evidenziare il grave rischio di danni alle volte e di conseguenti maggiori spese. E veramente di un MONDO si tratta! ...con un perimetro maggiore di 1 km (come il Palazzo stesso), una superficie di circa 30.000m2 (3 campi da calcio!) ed un numero di tegole dell'ordine delle 300.000, i tetti della Reggia di Caserta rappresent...

FOLAGA (&)

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È molto diffusa dall'Europa all'Africa Settentrionale fino alla Siberia e all'Australia, dove preferisce stagni calmi, laghi, acque lente e ricche di piante acquatiche e magari canne palustri. È un uccello per lo più stanziale che migra solo per svernare dalle regioni più fredde e nel nostro Parco lo si può vedere con un po' di fortuna al Lago del Tempio nel Giardino Inglese (o, almeno, lo si riusciva a vedere fino ai lavori di sistemazione del verde del 2018, non troppo riguardosi della Fauna locale) Si tratta di un volatile di medie dimensioni caratterizzato da un volo goffo ma da una impressionante corsa sull'acqua appena si sente minacciato. Buona nuotatrice, la Folaga ha infatti zampe parzialmente palmate con dita allungate munite di espansioni carnose squamate ad azione portante. Nel nostro Parco non è ancora presente in maniera stabile, ma vi trova tutta l'alimentazione di cui necessita, dagli insetti ai piccoli pesci, ai germogli. La Fola...

MAGNOLIA GRANDIFLORA (&)

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Si tratta di un magnifico albero sempreverde originario del Sud-Est degli Stati Uniti, particolare per la durezza del suo legno, la grandezza e lucidità delle sue foglie e la bellezza e il profumo dei suoi fiori. Uno spettacolo a cui oggi ci siamo quasi abituati, essendo questa pianta diffusa un po' ovunque in Europa, ma che all'epoca dei Borbone era ancora estremamente raro e sorprendente, considerato che il primo esemplare di Magnolia fu importato dalla Virginia in Inghilterra soltanto nel 1688 (la Grandiflora dovrebbe essere del 1753). Nel nostro Parco, 2 magnifici esemplari di Magnolia Grandiflora si possono incontrare di fronte all'ingresso della Castelluccia nel Bosco Vecchio, ma almeno un altro è situato nel Giardino Inglese insieme a tante altre varietà. La Magnolia Grandiflora è una pianta a crescita estremamente lenta, ma che può raggiungere anche i 30 metri di altezza diventando plurisecolare. E rimarrete sopresi toccando i larghi rami aperti ...

GIARDINO all' INGLESE (_)

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Pur provenendo dallo spettacolo crescente delle maestose Fontane vanvitelliane, arrivando alla Cascata di Diana ed entrando nel Giardino alla sua destra, ancora si rimane ammutoliti. In linea con le ambizioni di tutta la Reggia , il magnifico Giardino Inglese fu realizzato per volontà della Regina Maria Carolina allo scopo di eccellere nel Mondo e, in particolare, di competere con il Petit Trianon di Versailles, voluto dalla sorella Maria Antonietta di Francia. L'opera, avviata nel 1785 e caratterizzata da un apparente disordine perfettamente armonizzato, fu in questo caso ideata dal figlio Carlo di Luigi Vanvitelli insieme al botanico John Andrew Grapher in questa zona adiacente alla Cascata di Diana , la cui esposizione si adattava bene alla coltivazione di specie esotiche. Qui furono introdotte infatti numerosissime piante straniere, fra cui magnifici esemplari di Cinnamomum Canphora , Taxus Baccata , Cedrus Libani e la prima Camelia Europea attecchit...

RICCIO (&)

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Avvistarlo non è facile, dato che si tratta di un mammifero con abitudini prettamente notturne, che siamo purtroppo soliti vedere di giorno solo come vittima di incidenti stradali notturni. E, in tanti anni, a me è capitato di incontrarlo nel Parco una sola volta (leggi  AVVISTATO! ), presso la Castelluccia. Riccio presso Castelluccia Nonstante le sue scarse apparizioni, è comunque molto più presente di quanto non si creda e, oltre che nel nostro Parco  (dove era presente già prima della costruzione della Reggia e, soprattutto nel Bosco Vecchio, rimasto immutato, ha continuato a trovare condizioni ambientali ideali),  è diffuso in tutta la nostra perferia urbana, nelle nostre campagne e nell'adiacente Oasi WWF di San Silvestro. In effetti, il Riccio è presente in gran parte dell'Europa fino alla Siberia ed anche in Nuova Zelanda, dove è stato introdotto accidentalmente. Ed è un animale antichissimo, con una morfologia vicina a quella dei primi mammife...

Albero della CANFORA (&)

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L'Albero della Canfora (o Canforo) è un'altra delle piante di gran pregio del nostro Parco. Si tratta di un albero dalle piccole foglie ovali verdi lucide con un tronco colonnare che si ramifica a formare larghe ed alte chiome, arrivando a raggiungere i 40-50 m di altezza. Originario dell'Asia orientale, è molto diffuso in India, Cina e Giappone, dove viene addirittura considerato un albero sacro , tant'è che in Giappone, secondo la tradizione scionista, gli esemplari posti vicino a luoghi di culto vengono cinti con corde o strisce di carta e, ad Osaka, il progetto della nuova stazione Kayashima è stato ingrandito per inglobare un antico esemplare di 700 anni. Si tratta infatti di un albero assai longevo che può diventare millenario, come quello presente proprio in Giappone presso il santuario Kamo Hachiman, nel distretto di Kagoshima, che vanta 1200 anni! In Europa il primo esemplare fù introdotto ad Amsterdam nel 1688, mentre in Italia i pri...

SALA di MARTE (@)

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Con la Sala di Marte , dedicata appunto al Dio della Guerra e decorata su commissione di Gioacchino Murat da Antonio De Simone (affiancato da Etienne Chérubin Leconte e altri architetti minori), entriamo nella 1^ Anticamera dell’ Appartamento Nuovo . Tutto in questa Sala, a partire dalle decorazioni neoclassiche in Stile Impero , è mirato ad esaltare la guerra e le virtù militari che dal 1804 al 1814 portarono l’ Impero Francese ad estendersi su tutta l’ Europa , Regno di Napoli incluso. Un ambiente che doveva trasmettere un messaggio ben chiaro ad ospiti ben precisi e che, non a caso, era denominato in origine “ Anticamera per i Titolati e i Baroni del Regno, Uffiziali Maggiori ed Intendenti Esteri ”. Entrando in questa Sala, l’occhio viene subito rapito verso l’alto dal maestoso affresco della volta in cui, fra il 1814 ed il 1815, Antonio Calliano , ispirandosi all’ Iliade , ha immortalato Il Trionfo di Marte . Ma, procedendo poi al suo interno, i particolari...

Il RUSCO ...o PUNGITOPO (@)

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Un'altra piccola meraviglia che regala al nostro Bosco Vecchio la sua magica atmosfera. Il Rusco o Ruscus Aculeatus è una piccola pianta sempreverde originaria dell'Eurasia ma diffusa anche nella zona Mediterranea, soprattutto nei boschi di Pini e di Lecci , questi ultimi abbondanti nel nostro Bosco Vecchio . Il suo nome Rusco deriva appunto dal Latino Ruscus , che gli antichi Romani avevano a loro volta derivato dal Greco rugchos ="becco" (o "rostro"), a indicarne le foglie duramente appuntite, caratteristica rafforzata poi dal suo nome scientifico aculeatus ...che non avrete difficoltà a constatare camminando in Estate a gambe scoperte nel sottobosco. E, in effetti, il Rusco non ha neppure delle foglie , bensì dei cladodi , ovvero delle diramazioni del fusto trasformate in dure sfoglie ovali acuminate. Anche il suo nome volgare Pungitopo sottolinea questa proprietà, sfruttata in passato dai contadini per proteggere dai topi le pannocc...