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Visualizzazione dei post con l'etichetta REGGIA CASERTA PARCO

CAPPELLA DEGLI SCHIAVI (&)

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Potrà esservi capitato, durante il vostro running nel Bosco Vecchio, di costeggiare le mura di questo edificio, chiedendovi di cosa mai si trattasse. Dovete sapere che, per affrontare l'imponente lavoro di realizzazione della Reggia di Caserta e del suo Parco, oltre ad un numero elvatissimo di operai specializzati, fu necessario l'utilizzo anche di un buon numero di schiavi, generalmente Pirati Musulmani catturati lungo le coste della Turchia. Per rendere meglio controllabile il loro operato, a questi schiavi veniva offerta la possibilità di convertirsi al Cristianesimo in cambio di diverse agevolazioni. Una di queste era la possibilità di alloggiare all'interno di un edificio appositamente costruito, nominato appunto "Cappella degli Schiavi Battezzati" e situato nel Bosco Vecchio fra la Castelluccia e la Peschiera Grande. Questo edificio è stato in seguito utilizzato anche come alloggio per i Liparoti, marinai di Lipari ingaggiati per la manute...

TORRIONE e SCALINATA (€)

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Per seguire controcorrente il flusso delle "rapide" che alimentano la grande Cascata di Diana  fino alla "sorgente" posta sul Monte di Briano (dove l'acqua arriva in realtà dalle remote Sorgenti del Fizzo alle pendici del Taburno, dopo un attraversamento di quasi 40 km all'interno dell' Acquedotto Carolino ), Vanvitelli decise di realizzare, sui versanti orientale e occidentale della Cascata, 2 grandi Scalinate (oggi purtroppo quasi sempre interdette) che, con andamento a zig-zag, ne raggiungono la sommità formando ciascuna 3 grandi anse. All'inizio delle Scalinate, un piccolo rigagnolo viene spillato dal flusso delle rapide e fatto correre ai loro margini per consentire al visitatore di toccare il prezioso liquido, per poi reimmetterlo nella Vasca di Diana con scrosci laterali alla Cascata principale. Da qui le Scalinate si inerpicano per circa 80 metri di quota, allontanandosi dal flusso dell'acqua e ricongiungendosi a questo contin...

CENTAURO (€)

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Un'altra immagine che si incontra facilmente, correndo nella zona Sud del Bosco Vecchio ,  è quella del Centauro cavalcato da Amore . Come per la statua di  Marsia , anche in questo caso, si tratta della replica (ad eccezione delle ali di Amore , non realizzate o forse sapientemente rimosse a seguito di una rottura) di una copia romana (conservata al Louvre ) di un motivo originale ellenistico. Un'opera con ogni probabilità appartenente al pre-esistente Giardino degli Acquaviva. La statua è curiosamente rivolta di spalle rispetto alla strada, come in una analoga raffigurazione del Perrier del XVII secolo. Una raffigurazione, bellissima anche di fronte, particolarmente cara a tutti i RUNNER! 😉 SCOPRI altra ARCHITETTURA !

MARSIA (€)

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Correndo nel Bosco Vecchio, vicino alla Castelluccia, si incontra questo magnifico angolo di natura con una raffigurazione marmorea, però, non proprio allegra. La statua riproduce un motivo di età ellenistica, copiato anche in epoca romana e conservato al Louvre e ai Musei Capitolini. Si tratta del "sileno" Marsia, una divinità minore dei boschi che, impossessatasi di un flauto gettato da Atena, aveva peccato di presunzione raggiungendo una bravura tale da fargli sfida re Apollo in una gara musicale ...che perderà a seguito di un furbo stratagemma del Dio che, dopo aver chiuso in parità i primi incontri, lo sfiderà ad una gara contemporanea di musica e canto, impossibile per Marsia con il suo flauto. INDOVINELLO Nella raffigurazione MARSIA è legato in attesa della sua pena ...Quale sarà? 😉 SOLUZIONE A quell'epoca non si andava troppo per il sottile e sfidare una Divinità non era cosa da poco, per cui richiedeva una pena ben più che capitale ...richiedeva u...

FONTANA DEI DELFINI (&)

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L'imponente Fontana dei Delfini, la prima delle maestose fontane che si incontrano risalendo la lunga  Via d'Acqua , prende il suo nome dalla fantasiosa rappresentazione dei 3 delfini alla sua testa, affacciati su di una vasca di circa mezzo chilometro, che ha ospitato anche gare di canottaggio .  Ricordo ancora quella volta che, correndo, sentii la cocchiera illustrarla ai turisti: " E questa è la Fontana dei Delfini... ...i delfini nun c' stann' cchiù, ma 'a funtana sta ancora lla... " 😉 Questa magnifica opera, realizzata da Gaetano Salomone fra il 1776 ed il 1779 su disegni di Luigi Vanvitelli rivisitati dal figlio Carlo, crea un magnifico scenario architettonico-naturalistico, incorniciato dai lecci che costeggiano il lungo viale, con scogli artificiali su cui si infrange l'acqua emessa dalla bocche dei Delfini ed una grotta posteriore che consente di sostare al fresco dietro lo scroscio dell'acqua. Pensate che, al s...

Il BOSCO VECCHIO ...un luogo incantato (€)

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Il  Bosco Vecchio  rappresenta di certo la parte più antica del Parco della Reggia e, soprattutto, l'unica in cui il livello del terreno è rimasto quello originario, insieme a tutta la vegetazione che lo ricopre. Si tratta in effetti di un bosco appartenente in origine all'antica dimora degli  Acquaviva , il quale Vanvitelli ha voluto integrare immutato nel Parco della sua Reggia, riprendendo anche i resti della sua  Torre della Pernesta,  per trasformarli nell'attuale  Castelluccia ,  e preservandone anche tutte le antiche statue . Osservando i disegni originari del Parco, prodotti dallo stesso Vanvitelli, si nota come, per mantenere tale Bosco immutato con tutti i suoi vialetti, Vanvitelli lo abbia lasciato leggermente inclinato nel suo progetto rispetto alla direttrice principale della sua  Via d'Acqua , orientata esattamente secondo la direzione Nord-Sud e guida fondamentale per tutti gli altri viali del Parco....

PONTI DELLA VALLE (€)

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I Ponti Della Valle, almeno dal punto di vista visivo, sono certo l'opera di maggior pregio dell'Acquedotto Carolino. Un'opera maestosa voluta proprio allo scopo di celebrare l'Acquedotto stesso, per lo più nascosto nel sottosuolo ma sotto i costanti riflettori dell'Europa intera per tutti i suoi 16 anni di realizzazione. Il superamento della Valle di Maddaloni, dal Monte di Longano a quello di Garzano, si presentava dunque come un'occasione imperdibile per realizzare qualcosa di magnificente. E appunto magnificente fù ciò che Vanvitelli realizzò: un ponte di tufo (internamente una miscela di tufo e "sasso vivo" per conferirgli maggior resistenza) in perfetto stile Romano, con tre ordini di archi sovrapposti, per una lunghezza di 526 metri ed un altezza di circa 56 metri, ma solo " in piccolo tratto però " (quello centrale), come avrà a specificare lo stesso Architetto. " [L'acqua] averà da passare una valle vicino Mat...

SERRA BORBONICA (&)

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Realizzata in stile neoclassico e intervallata da colonne doriche con ampie vetrate su facciata e tetto sorrette da una struttura in ferro, è situata in un incantevole angolo del Giardino Inglese, realizzato a partire dal 1785. Contiene due magnifici esemplari di alb eri dal tronco spinoso con stupendi fiori e frutti filamentosi. Credo si tratti della Ceiba Speciosa (anche se non sono riuscito a trovare una qualche indicazione scritta a conferma), originariamente nota come Chorisia Speciosa e introdotta dal Brasile per la prima volta verso la fine del XIX secolo all'Orto Botanico di Palermo. Meravigliosa pianta ornamentale e funzionale, dotata di un legno tenero da usare al posto del sughero o per botti leggere, con frutti commestibili allo stadio di seme (da cui si ricava anche un olio vegetale) e utili per imbottiture allo stadio maturo. Per quanto  queste piante siano  successive all'epoca Borbonica, l'esistenza di questa maestosa Serra e delle altre...

GIARDINO all' INGLESE (_)

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Pur provenendo dallo spettacolo crescente delle maestose Fontane vanvitelliane, arrivando alla Cascata di Diana ed entrando nel Giardino alla sua destra, ancora si rimane ammutoliti. In linea con le ambizioni di tutta la Reggia , il magnifico Giardino Inglese fu realizzato per volontà della Regina Maria Carolina allo scopo di eccellere nel Mondo e, in particolare, di competere con il Petit Trianon di Versailles, voluto dalla sorella Maria Antonietta di Francia. L'opera, avviata nel 1785 e caratterizzata da un apparente disordine perfettamente armonizzato, fu in questo caso ideata dal figlio Carlo di Luigi Vanvitelli insieme al botanico John Andrew Grapher in questa zona adiacente alla Cascata di Diana , la cui esposizione si adattava bene alla coltivazione di specie esotiche. Qui furono introdotte infatti numerosissime piante straniere, fra cui magnifici esemplari di Cinnamomum Canphora , Taxus Baccata , Cedrus Libani e la prima Camelia Europea attecchit...

La Casa del GIARDINIERE (€)

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Si trova, immersa nel Giardino Inglese , una elegante palazzina in stile inglese, affacciata su di un delizioso cortile ricco di aiuole e piante, con una ampia fontana ovale ed una piccola grotta per il divertimento dei più piccini. Si tratta della casa realizzata da Carlo Vanvitelli  (figlio di Luigi) per il Giardiniere Reale John Andrew Graefer , la cui dimensione ed eleganza rendono una chiara idea dell'importanza del ruolo assegnato a questa figura. Anzitutto, bisogna ricordare che l'intero Parco, al tempo dei Reali, era assolutamente curatissimo per il soggiorno dei Sovrani e dei loro ospiti e che gli strumenti a disposizione a quell'epoca non erano certo quelli di oggi. Quindi la responsabilità di un tale incarico comportava il controllo di un piccolo "esercito" di manovali costantemente attivi per la manutenzione del verde. Ma, ancor più, bisogna considerare che il Giardino Inglese era molto più che un semplice "giardino". Parliamo...

PESCHIERA GRANDE (_)

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Voluta da FERDINANDO IV per svago, pesca ed esercitazione navale, fu realizzata sotto la direzione dell'architetto Collecini a tempo di record nel 1769. Circa 3000 uomini (fra cui forzati e schiavi) lavorarono ininterrottamente allo scavo dei 270x105 metri, che fu realizzato in soli 75 giorni! In effetti, degli attuali 3,5 metri di profondità della Peschiera bastò scavarne all'incirca la metà, in quanto il terreno estratto fu disposto tutt'intorno per rialzare il livello del piano e creare così la cascatel la verso la Castelluccia. Un paradiso di tranquillità immerso in un mare verde di Lecci, Allori, Tigli e Carpini. Al suo centro la Pagliara , un'isola incantata, di cui parleremo separatamente, che stimola la fantasia dei tanti Runners che utilizzano la Peschiera Grande (circa 700 metri di perimetro) come un'autentico circuito da corsa! 😉 CURIOSITÀ La Peschiera Grande è occasionalmente oggetto di piccole regate velistiche e competizioni a...

FAUNA ITTICA (_)

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E poi c'è lo spettacolo dei pesci della Peschiera Grande e delle altre vasche ...CARPE GIGANTI, ma non solo. Per quanto popolate artificialmente, le vasche sono state infatti arricchite con numerose varietà di pesce e persino " gammarelli (gamberetti) a mangianza dei pesci ". Stando ad un report stilato a metà '800, vi si trovavano (e dovrebbero, almeno in parte, esserci ancora) anguille dai Regi Lagni granchi  da Sarno trote piccole da Piedimonte d’Alife trote grandi da Castel di Sangro carpe e tinche dai Regi Lagni, Piedimonte d’Alife e dal Lago di Agnano cefalotti dai Regi Lagni mallardi da Foggia Lo scopo era ovviamente quello di consentire pesca per diletto ai sovrani e riserva alinentare per la loro tavola, e a tal fine quella che venne successivamente soprannominata Peschiera Grande  (nella quale sembra che furono introdotte pure orate ,  spigole e   saraghi )  fu attrezzata con grandi reti, per le quali il sommo Architetto ...

La FONTANINA di "Maria Carolina" (@)

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Eccoci in un altro posto ben noto ai Runner del nostro Parco , soprattutto a quelli che sono soliti allenarsi intorno alla Peschiera Grande o nel piccolo circuito del Galoppatoio . In realtà, quello indicato nel titolo non è il nome ufficiale di questa fontanina (che non credo neppure esista), ma è il nome con cui viene indicata da molti locali, nel tentativo di identificarla con una figura Borbonica d'eccellenza. Tuttavia, come per tante altre statue del Bosco Vecchio , anche questa mostra una fattura ed uno stile che rimandano a tempi ancor più lontani della Reggia stessa, ovvero al pre-esistente Giardino degli Acquaviva , antichi Signori di Caserta. Per la fontanina invece, come anche per la Fontanina dell'Angioletto , è difficile dire se questa esistesse già al tempo degli Acquaviva o se sia stata realizzata da Vanvitelli una volta portata la sua Via d'Acqua a Caserta , recuperando l'antica statuetta per sua decorazione. In ogni caso, considerato che ...