PROPRIOCEZIONE (@)
Vi sarà capitato durante la corsa, dopo la pesantezza iniziale e prima dell'abbattimento finale, di raggiungere quel perfetto sincronismo che vi avrà fatto sentire leggeri come non mai. Potrà esservi addirittura sembrato di non avere limiti di velocità.
Ovvero, la capacità del corpo sentire la sua posizione nello spazio, la posizione di una mano rispetto al corpo e di un piede rispetto al terreno.
La Propriocezione è resa possibile da specifici recettori, sensibili alle variazioni di postura dei segmenti corporei, i quali inviano segnali a particolari aree encefaliche ed è ovviamente fondamentale per consentire a tutti i muscoli di predisporsi al momento del contatto e alla generazione dell'impulso motore.
Se le alterazioni gravi della propriocezione costituiscono una patologia clinica che va sotto il nome di "Atassia", è però chiaro che anche l'impercettibile "staratura" dei recettori propriocettivi può determinare un qualche grado di scoordinamento che può impattare sul raggiungimento del massimo risultato atletico.
Il corpo provvede comunque da solo alla "taratura" dei propri recettori, in base all'esperienza di corsa fatta e a quella in progress e questo spiega come alla pesantezza iniziale subentri via via un coordinamento sempre crescente e quel gran senso di leggerezza ...anche se ovviamente c'entrano anche lo scioglimento muscolare, la reattività, la giusta combinazione di muscoli e legamenti e altri fattori.
La differenza? ... Eccola qui! 😉
DAVE WOTTLE - Olimpics 1972 (video)
Ps: Wottle aveva avuto un problema di tendinite ma, a maggior ragione, è stato per lui importante raggiungere un più che perfetto sincronismo di movimento.
Molto interessante
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